Gabriele Baratto è intervenuto sul ruolo dei social nelle rivolte giovanili di Milano, spiegando come gli strumenti digitali rendano più facile e fluida la convocazione di assembramenti estemporanei. I giovani che vi partecipano appartengono proprio alla fascia di popolazione che costituisce il principale bacino di utenza di queste piattaforme.
Baratto ha sottolineato che non bisogna cedere alla tentazione di rispondere con misure draconiane di sorveglianza digitale generalizzata. Questi episodi esprimono anche la rabbia e la frustrazione di una generazione: comprenderne le cause è essenziale per affrontarli.

