Gabriele Baratto è stato intervistato da il T Quotidiano in merito alla proposta di decreto che disciplina l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale da parte delle Forze dell’ordine in Italia.
Nel corso dell’intervista, Baratto evidenzia come il tema non debba essere interpretato come una contrapposizione tra sicurezza e tutela della privacy. Al contrario, sottolinea che le garanzie previste in materia di protezione dei dati personali rappresentano uno strumento essenziale per evitare che misure eccezionali, introdotte per specifiche esigenze investigative, si trasformino progressivamente in forme ordinarie di controllo generalizzato della popolazione.
L’analisi si concentra in particolare sui possibili sistemi di riconoscimento facciale “a posteriori”, evidenziando alcune delle principali criticità giuridiche e operative. Tra queste, il rischio di interferenze con il diritto alla riservatezza e i possibili profili di incompatibilità con il quadro normativo europeo, in particolare con le disposizioni dell’AI Act dell’Unione Europea che disciplinano l’impiego dei sistemi di identificazione biometrica.
L’intervista completa è disponibile a pagina 18 del numero di oggi (venerdì 31 luglio 2026) de il T Quotidiano.

